Ho appena finito di rileggere vecchi post, quasi tutti ti riguardavano. I miei sono appena partiti per Alessandria, la dolcezza di mia madre che mi preoccupa del fatto che sono troppo silenziosa. Amore, stai bene? Vorrei rassicurarla, dirle che sto bene. Alcune volte mi sembra che non sia così. Sono davvero troppo lunatica.
Non verrai mai a sapere quante lacrime ho versato per te e quante ne sto ancora versando. Non verrai mai a sapere della volta che mi sono nascosta in bagno alle due del mattino per piangere e non farmi sentire da nessuno. Non saprai mai della volta in cui stavo per vomitare in mezzo alla strada dal nervosismo. Non saprai mai di quanto piangevo ogni volta che scrivevo tutte quelle belle parole che tu leggevi, e mi dicevi che ti piace come scrivevo. Stupida idiota ipocrita del cazzo. Non saprai mai delle telefonate fatte alle amiche, di quante conversazioni contenevano solo il tuo nome, di quanto mi hanno dovuto sopportare. Non saprai mai di quanto ho pianto su certe canzoni, che adesso non riesco nemmeno più ad ascoltare. A te non te ne è mai fregato nulla, ammettilo. Mi chiedo se quando mi dicevi “ti voglio bene” lo dicevi sul serio. Se quando ridevamo ridevi sul serio o se lo facevi solo per rendermi felice. Se te lo immaginavi che non ci saremmo più parlate o se non te ne fregava nemmeno. Se mi hai mai pensata.
Mi hai mai pensata?
Ti sei mai chiesta come stessi? Ti sei mai chiesto perchè ho fatto quello che ho fatto? Ti sei mai chiesta perchè mi sono messa con la prima persona che mi ha mostrato delle attenzioni? Ti sei mai chiesta come mi sentissi, io? No. Tu avevi perso solo il tuo giocattolo del momento, e non ci hai messo molto a trovartene un’altro pià semplice da capire, senza molti complessi, che ti venerasse come forse io non facevo abbastanza. E mi rompo il cazzo pure a continuare a scrivere di te, perchè ti do ancora importanza.
Mi ricordo che qualche mese fa abbiamo ripreso la metropolitana insieme come non facevamo da secoli, da quando tu mi accompagnavi ancora a casa.
-E’ da tanto che non prendiamo la metro insieme, io e te.
- Già, è vero.
Ti ho risposto solo questo.Già, è vero.E non so se ti saresti voluta sentire qualcosa di diverso, tipo che mi sei mancata, tipo che stavo per scoppiare a piangere e mi stavo sforzando in tutti i modi di non farlo perchè sarei stata patetica. Lo sono anche adesso. Avrei voluto risponderti che ti sei già trovata qualcun’altra con cui “prendere la metro”, ma sarei sembrata una stronzetta stra gelosa. Valgo così poco?
Mi ricordo un’altro giorno, eravamo a scuola e il giorno precendente io ero uscita con la mia attuale ex. Sophia che mi dice che sono radiosa, e tu che non mi guardi nemmeno in faccia, e io che abbozzo un sorriso e abbasso lo sguardo. Sophia che mi dice che ho gli occhi luminosi. No, tesoro no, sono solo lucidi. Tu che non mi guardi nemmeno in faccia. Tra noi non è mai successo nulla, erano solo sentimenti miei e solo paranoie mie, da parte tua non c’è stato mai nulla, solo un lieve flirt e un pò di ironia. Mi ricordo che un giorno in estate abbiamo preso il pullman insieme e tu eri seduta vicino a me in uno di quei scomodissimi posti da 1 persona e mezza, e la tua pelle profumava in una maniera assurda. E io mi stavo lentamente riempiendo di quel profumo. Credo che non abbia mai sentito una persona con una profumo tanto buono. E’ stato forse il momento in cui mi sono resa conto che tu mi piacessi tanto. Se qualcosa fosse andato diversamente… cosa sarebbe successo?
Saresti ancora qui con me? Rileggo le dediche che mi facevi sul diario, i tuoi “tanto ammmmore for you” con i cuoricini a seguire e mi chiedo come siamo arrivate al punto di non parlarci e salutarci nemmeno più in classe.
Forse non abbiamo più niente da dirci, forse non l’amavo, forse avevo solo la necessità che lei amasse me.
Sai, io tutte queste cose non le so. So solo che mi manchi e che non sopporto più nulla, so solo che tu tutto questo non lo leggerai mai e che sono stanca di tutto. So solo che alcune volte mi sveglio ancora nel cuore della notte perchè ti sogno. So solo che i tuoi occhi non hanno ancora smesso di farmi male, so solo che non sono solo gli occhi a rendere bella una persona. Non ho voglia di litigare ancora con te, anche se mi sembra impossibile dal momento che non ci parliamo nemmeno più. Non so più niente ormai di te. Ti sono mai mancata? Cos’hai pensato quando ci siamo allontanate? Cosa stai pensando adesso?
Sono mai entrata nei tuoi pensieri come tu nei miei?




![Per concludere “i libri da leggere non potranno essere sostituiti da alcun aggeggio elettronico. Sono fatti per essere presi in mano, anche a letto, anche in banca, anche là dove non ci sono spine elettriche, anche dove e quando qualsiasi batteria si è scaricata, possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri, possono essere lasciati cadere per terra o abbandonati aperti sul petto o sulle ginocchia quando ci prende il sonno, stanno in tasca, si sciupano, […] ci ricordano che non li abbiamo ancora letti, si leggono tenendo la testa come vogliamo noi, senza imporci la lettura fissa e tesa dello schermo di un computer, amichevolissimo in tutto salvo che per la cervicale. […] Il libro da leggere appartiene a quei miracoli di una tecnologia eterna di cui fan parte la ruota, il coltello, il cucchiaio, il martello, la pentola, la bicicletta”.
— Umberto Eco](http://24.media.tumblr.com/tumblr_m49iqwlK6O1r0n7gwo1_500.jpg)
